Proprio ieri mattina ero al bar con l'antico geometra, il mio amico Vincenzo, per una volontà fortuita del caso. Io passavo distrattamente davanti alla vetrina del locale, lui era quotidianamente presente all'interno.
Così mi sono fermato a salutarlo. E da un discorso sulla salute, passando per una veloce disquisizione sulla qualità dei parcheggi a Roma, siamo arrivati a parlare dell'italia. Mi piace parlare con Vincenzo, perchè si parla spesso di qualità della vita, che lui ha vissuto una decina di anni prima di me. Mi sono trovato a riflettere che mentre io cominciavo a sentire parlare di Berlinguer, l'Enrico storico, lui lo sentiva parlare davvero. E allo stesso modo, mentre io, intorno ai 15 anni, cominciavo ad ascoltare la musica sacra suonata dai mitici Pink Floyd o gli Yes o Led Zeppelin, lui la sentiva direttamente ai concerti.
Il sornione Vincenzo sorride e mi sfotte un po', ragionando su queste cose.
Ma ora siamo pari.
Grazie alle fantastiche manovre politiche, economiche e sociali del mondo intero nonchè del nostro eccezionale Governo e dei suoi rappresentanti, ora siamo entrambi disoccupati. Le nostre professioni vengono svalutate. Il loro valore economico è sceso rapidamente vicino allo zero. E l'età che ci portiamo addosso ci allontana de qualunque possibilità di collloquio conoscitivo con le aziende.
Lui con la sua cultura cosmica, coltivata nel tempo dalla passione per la verità e dal gusto per le cose buone, maturata da una visione della vita totalemente unplugged, cresciuta nei roboanti anni settanta, tra sapori forti e il volume dello stereo alto, impregnata di un animo gentile e valori generosi di colesterolo nel sangue, lui, ora, si sta arrendendo.
Non alla vita, ma alla realtà.
Io con la mia superficialità istintiva da artista, permeato di sensazioni e profumi, figlio involontario dei veloci ed edonistici anni ottanta, cresciuto con un istinto che mi allontana dalla memoria storica e che ora accresce quotidianamente il divario dalla realtà, io, oggi, mi sono arreso.
C'è da dire che entrambi siamo di sinistra ed entrambi siamo disorientati. Ma non perchè di sinistra, bensì dalla sinistra. Da questo paese, dal suo popolo e dal declino di troppe ideologie! Nonchè, in ultima analisi, anche dalla scomparsa della buona educazione, che poi non è nient'altro che la declinazione naturale dell'applicazione dell' intelligenza.
Quando stamattina su Epolis ho letto questo commento inviato da un lettore, mi sono sentito rincuorato. Riassume perfettamente lo stato d'animo e la linea di pensiero che stavo cercando di esprimere nei discorsi con l'antico geometra. Lo riporto pedissequamente, non per pigrizia ma per merito di sintesi.
Quando un Governo si esprime al meglio produce razionalismo, illuminismo, libertà di religione o di non religione, accoglienza dello straniero e del diverso, protezione del più debole, forte stato sociale, garanzia del futuro, progresso civile, uguaglianza di tutti di fronte alla legge, pace, diritto alla vita e ad una morte dignitosa.Quando un Governo si esprime al peggio produce discriminazioni sociali ed economiche, chiusura del futuro, accentramento dei poteri solo su uno, controllo dell'informazione, censura, peggioramento degli strati più deboli della società, erosione dei diritti di tutti, aumento degli abusi e dei privilegi dei potenti, militarizzazione del Paese, la riduzione oggettuale della donna a corpo quando Berlusconi da della "zoccola" ad una sua ministra ne è l'esempio pratico).State un minuto in religioso silenzio, spegnete il Tg1 e chiedetevi: vivo in un Paese dove c'è un Governo che si esprime al meglio o al peggio?
E il popolo di questo Paese, si esprime al meglio o al peggio?
Mi auguro che non siano pochissimi quelli che spegneranno la tv.
Mi auguro che diminuisca il numero di quelli che cambieranno solo canale, così come aumenti invece il numero di quelli che si porrà domande.
Forse una risposta vitale alla mia questione sta nella voglia di ripresa che molti esprimono.
Per quanto, la percentuale di insuccesso di questa ripresa è proporzionale al numero di persone in fila ai provini del Grande Fratello.
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