L’Italia è in crisi.
Lo so, non è un incipit eclatante. Non è una novità, però non mi va di abituarmi al pensiero.
Invece, per me, è notizia recente che i mutui sono un problema più grande di quello che pensiamo.
Ieri sul giornale c’era questa considerazione: quando qualche anno fa è sembrato che fosse un’opportunità irrinunciabile accendere un mutuo a tassi bassissimi, ci siamo indebitati per centinaia di migliaia di euro procapite. Abbiamo comprato case, macchinoni e vacanze impossibili. A tasso variabile, che anche a me avevano fatto capire quanto fosse conveniente, impossibile che diventasse un meccanismo perverso.
A meno di improbabili ricadute del mercato.
E invece!
Invece è successo.
Eugenio Benetazzo, operatore di borsa indipendente e trader professionista, afferma che se chi avesse contratto un mutuo nel 2003 l’avesse fatto a tasso fisso avrebbe fatto l’affare della sua vita. Ma la maggiorparte dei prestiti-casa sono stati erogati a tassi variabili. La cui risalita, lenta ma costante, ha portato alla situazione attuale: sofferenza; rate altissime; situazioni di disagio sociale. Chi ha dei soldi, anche pochi, li risparmi. Il tempo per auto di lusso, vestiti, viaggi a rate è finito.
[Epolis – 24.09.2007]
Eppure, ancora, c'è una realtà che pare inattaccabile dagli eventi: il mattone.
Il mattone è un investimento sicuro. Per chi vende, quantomeno. E siccome di compratori ce ne sono, mutuati o no, cresce anche il numero di operatori del settore immobiliare.
E parte della loro formazione è incentrata su una tecnica mista, imprescindibile dal loro successo: la tenacia con fantasia. Ecco quindi questi ragazzi diventare suonatori ambulanti di citofoni in cerca di appartamenti da far vendere. Non volgio polemizzare, ma raccontarvi di quella che è loro
Ammiro
Già perché la questione, per gli agenti immobiliari, non è più capire se davvero nel palazzo ci sia o no un appartamento in vendita, quanto intuire se la persona interpellata sia interessata ad un acquisto. Poi se davvero c’è un appartamento in vendita, tanto meglio. Ma, al trillo del citofono, mai rispondere con aria curiosa al loro inquisire, è la fine! Perché non sono da soli…
Certo, sono felice che tanti ragazzi abbiano un lavoro e la possibilità di una formazione. Ma non lo sono altrettanto quando vedo, ogni volta che un titolare di agenzia immobiliare forma dieci venditori, che poco dopo spuntano quattro o cinque agenzie concorrenti dove sono proprio alcuni di quei ragazzi a far da titolare. Va bene avere ambizione, ma noi?
Con questo meccanismo, da poche gocce sul quartiere arriva una pioggia insistente. Esponenziale.
Solo intorno a casa mia, oltre ai sei ipermercati, ci sono anche nove agenzie immobiliari. Ad oggi.
E ad oggi ne ho sentite tante di scuse per provare ad entrare nel palazzo e chiedere di poter fare una valutazione gratuita dell’immobile.
Giusto per informazione storico-geografica dovete sapere (vantaggio/svantaggio di questi mesi) che qui vicino sbucherà una delle fermate della nuova metropolitana C che renderà più fluido il trasporto sotterraneo di passeggeri ma che per il momento ha mezzo paralizzato la città e la sua economia.
Piccola disquisizione. Quella che oggi è
Ad ogni modo questa nuova è la C, comunque la si metta.
Già, perché oltre al suola e tacchi, l’agente dispone anche di un altro mezzo: il telefono.
E’ stato bellissimo quando una mattina di qualche settimana fa, una voce femminile, al telefono, appunto, mi chiede informazioni sul mio appartamento in vendita. Io all’inizio penso, con terrore, ad uno scherzo del destino: qualcuno ha messo in vendita un appartamento su Porta Portese ed ha sbagliato una cifra del numero di telefono. Controllo il calendario, è venerdì. Già mi scendono le lacrime pensando alle centinaia di telefonate che riceverò.
Ma poi, senza fatica, capisco che non devo preoccuparmi.
“No, signorina, mi spiace, ma questo appartamento non è in vendita. Magari ha sbagliato numero.”
“No. No. È proprio il suo. Però, allora, mi scusi lei, forse è nella palazzina che è in vendita qualche altro appartamento?”
DING! La lampadina dello special si è accesa.
Ripeto, ammiro la fantasia e la tenacia di questi ragazzi.
Ma da quando passo un po’ più di tempo in casa, la elogio un po’ meno.
Interessante disquisizione, come al solito il sarcasmo regna sovrano nei tuoi scritti, alla fine la verità è come un insalata colorata ma allo stesso tempo condita con lo yogurt. Bravo!!!!!
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