In Italia viviamo una situazione in cui, nelle ultime elezioni per il Parlamento, metà esatta dell'elettorato ha votato il centrodestra e metà il centrosinistra, ossia due modelli antitetici di gestione della cosa pubblica. Ora, aldilà delle pretese di ciascuna parte, c'è bisogno di un modello nuovo, che superi la paralisi di questi anni, che metta al centro gli interessi complessivi e non solo di una parte. Che metta al centro la ricostruzione di un'etica del rispetto civile che sembra ormai dimenticata.
Nella vita dobbiamo comportarci come si deve. Come per le cose della vita, tutte devono avere coerenza e disciplina. Se in casa siamo ordinati e puliti, perchè allora per la strada ci comportiamo in modo diverso? Trattiamo la città, la nostra casa comune, come una discarica. Ma pretendiamo rispetto e ordine.
Dimostriamo di essere capaci di una superiorità di intenti e di una civiltà del rispetto.
La politica - e i politici - dovranno agire di conseguenza. Perchè la res publica siamo noi.
Allo stesso modo la tolleranza fa parte di un'educazione e di una cultura che non ci appartengono più. Sarebbe ridondante dire che i modelli di una volta sono spariti e che quelli che li hanno sostituiti fanno rabbrividire, però è così.
Ora mi piacerebbe riuscire ad inventare parole e frasi nuove per catturare l'attenzione e portare la mente verso ragionamenti più complessi ma anche più solidi, ma non posso. Le parole migliori sono proprio quelle che sembrano vecchie, obsolete e ridondanti.
Ed è pur vero che dovremmo chiaccherare di meno, bloggare di meno, messaggiare di meno e parlarci di più. Sfogarci, arrabbiarci, capirci, aggregarci e far sentire la nostra corale voce.
Non dobbiamo continuare ad essere una statistica di percentuale di usufruitori. Beppe Grillo e tutti quelli che usano il blog a quel modo stanno cercando di farci capire che la dialettica è costruttiva.
I famigerati politici che aprono i blog e poi li chiudono dimostrano due cose: l'incapacità di comunicare con tutti ma anche l'impossibilità di ascoltare tutti.
Per questo eleggiamo dei rappresentanti. Perchè loro parlino a nome nostro al mondo e alla nostra gente. E non è Beppe Grillo il nostro rappresentante. Lo stimo, è un uomo intelligente e sagace ma non vorrei mai che mi rappresentasse. Un comico! ma fatemi il piacere. Che di gente brava ce nè a palate in questo paese che puzza di merda ma non per colpa di tutti.
Loro, quando sento dire ancora "loro" come se fossero alieni mi viene da pensare: come ci sono diventati "loro"?
The others, in Lost è un eufemismo per indicare i nemici invisibili ma che quando si rivelano restano "the others" perchè ora che li vediamo restano però incomprensibili nelle loro azioni e nel loro modo di ragionare.
Insomma, se dovessimo passare dall'altra parte, non diventiamo come "loro". Cerchiamo di restare noi e parlare tra di noi.
Un mio amico ha cominciato ad interessarsi di politica e si presenterà candidato alle prossime elezioni.
Sono curioso di vedere se avverrà quella trasformazione, nel caso riuscisse a farsi eleggere. E sapere a quel punto anche perchè.
Vi terrò informati.
Nel frattempo il V-day ci ha insegnato una cosa. Spero che l'abbiano capita anche "loro" a discapito di quanto affermano ai vari giornalisti. Ormai siamo tutti uniti, la destra e la sinistra, in un'unica mano di Dio che colpirà con rabbia, con indignazione, con violenza quella dannata casta di uomini.
Alcune frasi sono state prese dal giornale E-Polis di oggi, come spunto per le mie considerazioni.
Ringrazio A. Cipriani, F. Cortese, C. Gallus e V. Devoto per questo e per la loro quotidiana presenza.
Siamo nella merda
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di vita e di produzione della capitale belga, confluisce nei fiumi Rupel e
Sch...
16 anni fa
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