sabato 22 settembre 2007

CI VUOLE QUALCOSA di ALTERNATIVO

Oggi è sabato. E la festa del villaggio sta per iniziare.
Sempre alla ricerca di cose nuove e di esperienze allo stesso tempo che possano completare il mio io e la mia ricerca di felicità, oggi faccio qualcosa di eccitante: vado a prendere mia madre per andare dalla sorella. Mia zia.
E portiamo le pastarelle!
Ragazzi, quando l'ho saputo quasi mi sono commosso.

Le pastarelle.....

Erano eoni che non le sentivo nominare. Il pensiero di noi che entriamo in casa con il vassoio coperto dalla carta ancora legata dal nastro giallo, o blu. I colori sono quelli. A volte è argentato, ma è molto raro. Nei ricordi della mia infanzia, il vassoio di pastarelle era coperto da una carta verde, con i disegni argentati, oppure bianca con le scritte blu. E il nastro col fiocco che quando si scioglieva apriva le porte di un mondo fantastico di odori e magia.
Perchè crescendo si va costantemente alla ricerca di qualcosa di alternativo?
Certo mamma e papà, con tutti gli zii, poi, che rottura di grandi balle... che smarronamento sdrucciolevole di coglioni! Ci vuole qualcosa di alternativo.
E così, soffermandomi a ripensare a quegli anni vissuti intorno ad un muretto, dove tutti si eccitavano all'idea di passare la domenica lontano dai parenti, mi viene in mente che poi, alla fine, rimanevamo quasi sempre intorno a quel muretto.
Ci hanno fatto pure una serie di telefilm... ricordate.
E ci siamo scordati delle pastarelle.

Diceva Renzo Arbore (non a proposito delle paste, ma ci sta benissimo come sostegno alla mia dissertazione) meditate, gente, meditate....

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