Sono un nostalgico. E dal mio punto di vista, a ragione.
Una volta avere un diario era fico. Adesso se non lo pubblichi on line o, meglio, con una casa editrice, sei solo un nostalgico.
Una volta esiteva il blog, che veniva definito una sorta di diario personale ma a disposizione di tutti.
Magari non utile socialmente, ma di comune dominio.
Purtroppo per colpa della disinformazione operata dai giornali e dai direttori dei canali di diffusione (i media) il blog è diventato il luogo dove trovare la verità. E così la filosofia se n'è andata a puttane.
Anche il blog, luogo puro di libero pensiero, è stato invaso dalla necessità della divulgazione della notizia.
E' giusto sapere, è giusto che il sapere non sia nelle mani di pochi.
Ora infatti, è nelle mani di tutti.
E così la ricerca del tempo perduto è diventata vanità e follia. Mero spreco di tempo.
Ecco quindi la considerazione finale: sicuramente il fenomeno non è più il raccontarsi i propri pensieri, ma azzeccare quell'argomento che alzi il numero delle visite. Inserire i link giusti per avere più riferimenti. Creare il presupposto per la regola che porti successo agli strateghi del marketing e dei new media.
Ha ragione uno dei ragazzi intervistati, Bruno Pellegrini, quando dice che in Italia non ci sono spazi che per gente di nicchia, nè tantomeno atteggiamenti culturalmente aperti se frequenti i bar.
Oltretutto considerando che c'è da combattere "una cultura che , apparentemente, favorisce, quantomeno mediaticamente, lo status quo e il mantenimento della situazione esistente".
E la filosofia? E la poesia? E la pittura o le varie forme d'arte? I salotti in cui parlare delle favole e del mito di Peter Pan? Anche qui, mi duole dirlo, mi trovo di fronte ad una cultura che favorisce lo stato attuale delle cose. Negli ultimi anni ho smesso di cercare luoghi in cui parlare apertamente delle mie necessità.
Vedi, tra tutte, dell'impoverimento della nostra bellissima lingua a favore della semplicità di concetti sicuramente più newage. Del resto la ricerca del tempo perduto non è trendy, non fa audience e sicuramente non è argomento per i camp.
Non sono assolutamente contro ogni tipo di manifestazione di progresso. Tantomeno con quelle che creano la miglior scusa per riunirsi e farsi una buona bevuta in compagnia, oltretutto di gente che parla il tuo stesso linguaggio. E poi è più facile capire certi argomenti così che a lezione all'università. Anche riuscire a rimorchiare, può risultare più facile.
Ma da quando "blogger" è diventato un mestiere, a me è passata ulteriormente la voglia di andare al bar.
Fletto i muscoli e sono nel vuoto.
Il giorno della grande onda non è oggi.
(*)Sono perfettamente cosciente che questo mio spazio virtuale definito blog è socialmente inutile.
Siamo nella merda
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Il fiume Zenne, che attraversa Bruxelles e si trascina via tutti gli scarti
di vita e di produzione della capitale belga, confluisce nei fiumi Rupel e
Sch...
16 anni fa
SONO D'ACCORDO CON TE.
RispondiEliminama almeno tramite i blog la lingua continua a girare a suo modo, ci sono post dove si impara qualcosa e altri invece.... che portano la lingua a uno stato vegetativo.
Troppe immagini turbano i nostri intelletti.