mercoledì 21 maggio 2008

A CHE SERVONO LE REGOLE

Ieri pomeriggio ho passato un paio d'ore al telefono con amici vari.
Pur provando a parlare del più e del meno, ogni volta si è arrivati ad esternare le nostre insoddisfazioni.
Sul lato personale e su quello sociale la base è sempre la stessa: a che cazzo servono le regole se poi tanto le infrangono tutti ad ogni occasione?
La cosiddetta identità politica, la sacralità della famiglia, il valore della posizione nel lavoro, l'integrità morale, ogni volta queste cose vengono piegate, distorte, rimodellate. E nessuno ne è immune.
Così alla fine mi sono ritrovato, io, a dire che la cosa migliore è rimanere un po' distaccati, cercando di migliorare quello che è possibile intorno a noi.
Magari anche cambiando lavoro, o città, o giro di persone, interessi.
Certo è brutto pensarlo, dirlo, poi! molto di più, perchè è vero che non si può scappare ogni volta. Ma cosa dobbiamo affrontare? Ancora le nostre paure? i nostri demoni, insicurezze, perplessità? Non credo. Non per noi.
Ma forse questo è il risultato inaspettato del modello che ci hanno imposto, dove è meglio che non ti affezioni a nulla, dal momento che chiunque te lo potrebbe togliere da un momento all'altro.
O cambiargli colore.

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