La capacità di fermare un pensiero e tenerlo fermo, potendolo ritrovare quando se ne ha bisogno è pari alla propria capacità di concentrazione.
Ma in percentuale maggiore la prima capacità è legata alla terza: quella di fermezza morale. O paranoica metodicità concettuale.
Ad esempio, io avevo aperto il blog per scrivere una cosa che mi era sembrata interessante, un argomento che adesso mi sfugge perchè è passata una collega che di argomenti ne aveva di più, come dire, convincenti. Su cui valeva (e vale tutte le volte) soffermare la propria attenzione.
La sua fermezza, i suoi argomenti sod... fermi, catturano la mia visuale romantica e insieme offuscano le mie convinzioni più radicate sulla loro natura.
Da Dante in poi, sulla donna se ne son dette tante e in Sex and the City abbiamo sentito tutte le altre, ma alla fine, in summa argomenti, la femmina è un po' fascista: quello che è suo non lo vuol dare a nessuno tranne ai tesserati che lei decide di ammettere al suo partito.
E il maschio, delle cui gesta e del cui umore abbiam sentito di tutte le risme, dalla sua cavernicola incapacità di comunicare alle sue prodezze di cavaliere nobile, alla fine è bandieruola al vento.
Nelle sua indole alla fine è quel comunista un po' democristiano (oggi si dovrebbe dire democratico) che ha ben chiaro il vantaggio sociale di una casa del popolo dove ognuno divide con gli altri quel che ha.
Per questo non ci capiamo. E siamo distratti.
E in quest'eterna lotta genetica di possesso e distribuzione, la mia collega mi fa intuire che passare al suo partito esclusivo farebbe di me, indubbiamente, uno tra i molti ma altrettanto indubbiamente, uno fortunato.
E allora sapete che vi dico: più approfondisco i punti del suo programma, più sale l'urlo liberatorio.
Ai poeti segaioli, gli onanistici virtuosi del trittico, nonchè agli onesti lavoratori e ai liberi pensatori dico questo: andate a prendervela nel culo tutti.
Da oggi farò di tutta l'erba il fascio, di ogni fascio il mio littorio, di ogni littorio un soprammobile su cui posare i miei trofei.
Mi è tornato in mente il pensiero per cui avevo aperto il blog, inizialmente:
quell'esser leggero in me
del corpo appesantito dai troppi viaggi
in quel ritorno mai accompagnato
mi porta alla soglia di una vita ancestrale
che contorna e accentra
il limitare dei mie dubbi terreni.
Siamo nella merda
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Il fiume Zenne, che attraversa Bruxelles e si trascina via tutti gli scarti
di vita e di produzione della capitale belga, confluisce nei fiumi Rupel e
Sch...
16 anni fa
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