martedì 23 giugno 2009

lettera aperta agli altri

Come si fa ad ignorare l'uomo? Infatti non lo ignoro, semplicemente, come l'aria, so quant'è importante ma non ci penso. Sono circondato dall'uomo.
Ma anche da me stesso. Cammino quotidianamente accanto ai pensieri, alle problematiche che ne scaturiscono e ai problemi del mio sopra-vivere.
E tutti gli altri accanto a me. Alcuni più di altri. Gli amici nel cuore.
Gli altri... non è che non amo gli altri. E gli alcuni. Semplicemente non posso amare tutti.
Così come non posso detestarli tutti, quelli che se lo meritano.
Ho tempo da spendere e sorrisi, per quando capita. Per quando serve.
Con questo non intendo dire che sono falso nei miei momenti di intimità, ma che sono vivo e in tal senso distribuisco energie.
Nel mio cuore ha spazio chi ne ha trovato. Chi è rimasto fuori non sia geloso e, invece, sia lieto della vita che ogni giorno scorre accanto a lui. Così da essere sempre sè stesso avendo semplicemente ciò che trova. Non ciò che cerca.
Io adoro certi momenti che certe persone sanno creare. Ma come per ogni cosa che accade, sia nella buona che nella cattiva sorte, sappiamo che è regalata alla vita e relegato all'ulbum dei ricordi, così non possiamo ignorare l'uomo che ne è l'artefice e per questo sarà ricordato. Io nel mio album ho centinaia di momenti e di volti, e un sentimento unico per ognuno. A volte indescrivibile.
So di essere uno di quei volti negli album di moltissime persone, ma non pretendo di essere importante. Mi auguro solo di non essere dimenticato.
Cosa che del resto può capitare. E se capita, non va presa come una punizione. Vorrà dire che avremo più tempo da dedicare alla parte più importante della propria vita: sè stessi.
Un esercizio che richiede molto tempo. A volte tantissimo.
Così da essere pronti quando arriverà l'onda.
Ma a volte alcune persone scompaiono dal nostro cuore, alcune attenzioni ci vengono tolte alla nostra anima e noi ne soffriamo nel corpo e nello spirito. Sentiamo dentro una rabbia e un vuoto che non si colma. E questo ci fa arrabbiare di più. Però possiamo sopravvivere e rassegnarci alla perdita. Ci vuole tempo, ma ne siamo capaci tutti.
Quindi che tipo di rabbia si potrebbe provare se il vuoto della perdita viene colmato da quella vita resistuita? Avere di fronte l'uomo che potrebbe finalmente rispondere a certe domande rimaste in sospeso, prima che se ne vada di nuovo, che ansia potrebbe provocare alla nostra anima?
Probabilmente ne risulterebbe una contrazione così forte che si ci porterebbe a stritolarlo nella ricerca della verità, invece di abbracciarlo e continuare come prima.
Perchè bisogna capire che nessuno cambia e nulla si trasforma veramente, magari si modifica.
Così nella vita, insieme alla notte che si rischiara, le cose prendono forma. Le stesse che erano lì nel buio e che non vedevate bene. E che ogni notte torneranno ad essere invisibili. Chi di voi può dire con certezza di sapere che le cose e le persone, nel buio, ci sono comunque? Dovete goderne nelle ore di luce e non cercarle quando non le vedete.
Perchè pur non vedendole o non sentendole non significa che non ci siano.
Per questo vi amo tutti. Anche se non mi sentite.
Per questo vi amo ancora di più. C'eravate anche quando non vi sentivo.
E ora che sono tornato, siete tutti qui con me, a costruire il mio album dei ricordi.
Non manca nessuno.
Se dimenticherò i nomi, sarà solo perchè il tempo sbiadisce i contorni.
Ma non sbiadirà la mia capacità di distribuire energie.

domenica 7 giugno 2009

Il Rag. PETROZZI

Il Rag. Petrozzi ascoltava le varie litanie in assorta meditazione.
Il suo sguardo assorto lasciava intuire che all'interno del suo animo si aggrovigliassero chissà quali riflessioni liturgiche, in questa domenica calda ma ventosa. La verità era che l'omelia del parroco, che esortava ad una incontrovertibile fede sull'amore divino per gli uomini, aveva lasciato in lui un piccolo dubbio.
Veniva invocato un amore per il prossimo a lui nuovo, per quanto usurato dai secoli: rimettere i debiti ai nostri debitori.
Petrozzi, un attimo prima di quelle parole, stava giustappunto pensando che aveva votato Berlusconi e il suo popolo delle libertà, per poter meglio portare a termine i propri affari personali e i propri comodi. In barba alle leggi civiche e morali sancite nel tempo dalle vicende umane.
Ma ora si rendeva conto che presto avrebbe potuto rendere spiegazione dei suoi comportamenti a qualcuno di più in alto di Berlusconi o di quei giudici persecutori e accaniti. E di sinistra.
Lui sapeva una verità, tenuta di riserva nel suo cuore da sempre: Dio perdona e rimette i debiti ai suoi peccatori. Se la ripeteva da una vita, ben sapendo che la clausola primaria del contratto stabiliva che la cosa si sarebbe potuta ottenere a patto che nel libro contabile a suo carico, le voci crediti e debiti, fossero pareggiate.
"Però Signore - si domandava e pregava insieme - tu lo sai quanto costa la vita. Quanto ci vuole per rendere felice un figlio il giorno del suo matrimonio, che è tra breve. Quanto ci vuole per mantenere la casa. E il SUV parcheggiato nel garage. Tu lo sai, che tutto ce l'ho grazie alla rendita che produce la mia attività. E che non posso rimetterci i miei crediti. La mia ricchezza economica dipende dalla riscossione dei debiti ai miei debitori. E ora che Berlusconi tentenna e sta dando fuori di matto, non sono più sicuro che potrei reggere il colpo se lui sparisse. Percui, ti prego, mio Signore, fai che le mie preoccupazioni spariscano quanto prima. Ti prego, Grazie. Amen."

La chiesa era davvero gremita, nelle navate laterali le persone stavano in piedi e i bambini non avevano spazio per correre. Poi la messa finì. Uscendo, mentre scendeva la gradinata, salutando e sorridendo, al Rag. Petrozzi lo colse un infarto fulminante che lo fece cadere e rotolare fino alla piazza.
Non ci fu nulla che la gente o i medici o le preghiere dei familiari potessero fare per lui.
Le sue richieste erano state ascoltate.
Insieme a tutte quelle dei molti debitori presenti in chiesa.
Gloria e lode al Signore.
Amen.

mercoledì 13 maggio 2009

12 maggio

42 anni
da quando sono nato

vale la pena fare un paio di considerazioni:
da qui in poi la vita va vissuta con moderazione
cosa che andava fatta anche da prima
(ed è un consiglio che darò a tutti)
senza rinunciare a niente
ma stando attento alla qualità
alla quantità, alla compagnia.

Da quando mi sono svegliato
quel giorno di febbraio
che avevo ancora 41 anni
ho capito che SURF è stato davvero
un involontaria dichiarazione testamentaria 

Sono un ragazzo fortunato perchè
ho un numero giusto di amici
che mi hanno fatto capire quanto mi amino.

Sono un ragazzo fortunato perchè
ero morto e ora sono redyvivo
per grazia ricevuta e forza dell'amore.

Sono un ragazzo fortunato perchè
la donna che amo mi ama
e finchè dura è bellissimo.
E' lei la mia qualità nella giusta quantità
senza affanno ma con costante presenza
a cui dedicare la mia coscienza.

42 anni passati a cercare
affannosamente la felicità
e sono dovuto morire per capire 
che l'avevo trovata già da tempo.

Per il resto nutro quotidianamente la speranza
che anche le persone che amo
riconoscano e vivano e  questa serenità
 senza dovermi far disperare
per il loro apparente distacco.

Per il resto spero sempre che tutti
possano vivere un futuro migliore.
Armonia non è un concetto così difficile.

giovedì 30 aprile 2009

EUROPEE:
questo voto lo accendiamo?

Berlusconi lancia le sue tre candidate:
Barbara Matera, Lara Comi e Licia Renzulli

Varsavia, 29 apr. (Apcom) - Il premier Silvio Berlusconi parlando da Varsavia informa i cronisti che in lista nel Pdl per le europee ci saranno "Laura Comi, Licia Renzulli e Barbara Matera". "Laura Comi è bravissima - spiega il premier - la Renzulli è la prima dei non eletti alle scorse politiche, candidate nelle Marche e lavora in una clinica e con i bambini del Bangladesh. La terza è Barbara Matera, che ho conosciuto tramite Letta perchè è fidanzata con il figlio di un prefetto amico di Letta: è laureata ed è bellissima".

Barbara MateraNata a Lucera (Foggia) il 9 dicembre 1981. Laureata in Scienze della formazione primaria all'Università "La Sapienza" di Roma, è stata pre-finalista al concorso regionale di Miss Italia2000, svoltosi in Puglia.
I suoi esordi televisivi sono stati la partecipazione come valletta (letteronza - una parodia delle letterine di Passaparola) alla trasmissione della Gialappa's Band 
Mai dire Domenica (in onda su Italia1) e in Chiambretti c'è (in onda su La 7).
Dal 21 settembre2003 al 2007 è annunciatrice per Raiuno.
Nel 2003 partecipa al film
Ma che colpa abbiamo noi con Carlo Verdone. Nel 2007 appare su Raiuno nella miniserie tv La terza verità, per la regia di Stefano Reali, nel ruolo di una giornalista umbra. Nello stesso anno interpreta Francesca Rossini nella settima stagione della serie tv Carabinieri, in onda su Canale 5, ed è protagonista di una puntata della serie tv di Raiuno Don Matteo 6, nel ruolo di Laura.
Nel 2009 è tra gli interpreti del film tv di Canale 5, D
ue mamme di troppo, regia di Antonello Grimaldi.
Sarà candidata per le elezioni europee del 2009, nelle file del Popolo della libertà.
[
FONTE WIKIPEDIA]

Lara Comi è nata a Garbagnate Milanese il 18 febbraio 1983.
Laura Comi è bravissima.
Leggi il post di Mascetti per approfondire il concetto


Licia Renzulli. 
Classe 1975, infermiera caposala e assistente di sala operatoria all’istituto ortopedico Galeazzi di Milano.



Tra veline e schedine ma l'Europa dov'è?
Il quadro che offrono le notizie di stampa sulle candidature alle europee di tutte le parti politiche sono piuttosto sconsolanti. Dove sia l'Europa in questo quadro è un bel quesito. L'attenzione, dopo le polemiche della signora Lario, si è appuntata solo sulle veline di Berlusconi. La sinistra, se pensasse di condurre la campagna elettorale sulla vita notturna di Berlusconi, andrebbe incontro ad una rovinosa disfatta. Chi se ne frega delle relazioni personali di Tizio e di Sempronio.
Berlusconi ci informa ora, rispondendo alla moglie, che candiderà Barbara Matera, Lara Comi, Licia Renzulli, tagliando fuori le sfortunate Angela Sozio, a cui il Gf non è bastato, Eleonora Gaggioli, e qualche altra. E l'Europa dov'è? Osserva la simpatica Serracchiani, candidata col Pd: non basta la prestanza fisica per essere candidate, intendendo che però basta un efficace intervento all'Assemblea nazionale dei circoli del Pd. Per non parlare della bravissima campionessa Sensini, che con la vela si muoverà tra Bruxelles e Strasburgo. Una schedina - cugina sportiva della velina -, come ha scritto Epolis - Elisa Sergi l'ha candidata Renzi a Firenze, al Comune. L'Udc scopre la vocazione cristiana di Emanuele Filiberto, e il Mpa di Lombardo quella sicilianista di Sgarbi. Per Mastella che ringrazia, Cirino Pomicino deluso rimane a piedi. Idv, in compenso, ha riempito le sue liste di candidature per indebolire il Pd. Ancora: e l'Europa? Per il resto, leggeremo le liste, per scoprire le competenze da spendere in Europa, e per correggere la pessima immagine che oggi la delegazione italiana al Parlamento Europeo ha. Ma non mi faccio illusioni. Al fondo, il problema è cosa sono i partiti di questa nuova Repubblica: costruzioni fragili, dominate da leaders che si circondano di yesman, poco radicati nei territori. Le grandi idee e le grandi passioni si sono affievolite, e nel “mercato” della politica molti prodotti si assomigliano. Tornano invece in mente il manifesto di Ventotene e la grande utopia di Altiero Spinelli - erano di questa caratura qualche anno fa i candidati italiani in Europa - : l'Europa federale, dei cittadini, la Costituente. Con questi nomi è difficile pensarla. Erano altri tempi, quelli di Spinelli: ma anche oggi in tanti, come ci insegna Obama, comincerebbero così ad appassionarsi della politica. È importante crederci, in quest'altra Europa, e alla fine cercare nelle liste chi ci crede.
di Pietro Folena - EPolis Roma 30.04.2009

C'è bisogno di commentare?

lunedì 27 aprile 2009

facebluf

Io odio gli aggregatori sociali.
Ma stavolta il fatto è troppo esilarante. [leggi]
Con questo voglio sottolineare come l'uso dei mezzi distingue l'uomo dalla scimmia.
E non mi dispiace proprio per niente per l'impiegata!

venerdì 24 aprile 2009

multimediocrità

Dice: "allora?"
Dico: "scusa, sto a scrive alla tastiera der piccì (no er partito, quello è partito da mò! er computer) e non riesco a pensà pure a quello che te devo risponne mentre sto ar telefono."
Dice: "nun sei capace?"
Ridico: "no. nun so murtimediale."
Dice: "io riesco a fare tre cose insieme e a seguille tutte."
Je rispondo: "io pure quand'ero più giovane dicevo de sapè fà tre cose insieme, e poi nun ce capivo 'n cazzo de nessuna delle tre."

Un conto è esse portato pe' la murtimedialità.
Un conto è esse predisposti pe' la murtimediocrità.

giovedì 23 aprile 2009

guarda 'ndo t'ho portato!

Ieri si andava allegramente trottorellando in automobile per la città in quanto avevo la visita di controllo all'ospedale. Mia moglie alla guida e io al lato passeggero che mi godevo il viaggio.
Per arrivare, dovevamo attraversare l'urbe e passare anche per il Gianicolo, costeggiando Villa Pamphili.
Quei luoghi hanno rievocato in Lucilla i suoi trascorsi di gioventù, in quanto lei qui c'è nata e cresciuta.
«Guarda che bei posti. Palazzine basse, tutte colorate. Non è un bel posto per tornare ad abitarci?»
esclama ad un tratto, sorridendo.
Io la guardo un po', poi rispondo.
«Dove t'ho portato ad abitare, all'Alessandrino, non solo ci sono le case basse, ma pure gli abitanti sono colorati!»
C'è stata una pausa di silenzio.
«Vòi mette?»

mercoledì 7 gennaio 2009

2009 e oltre

MORPH - Nokia
Non lasciamoci ingannare, per il momento è un po' come parlare del teletrasporto dell'Interprise o della tecnologia di Atlandide in Stargate.
Però il comunicato stampa afferma che "la tecnologia del Morph, nata dalla collaborazione tra il centro di ricerca Nokia e il centro di nanoscienza di Cambridge, secondo i suoi produttori sarà disponibile per tutti i modelli di cellulari per il 2015 e guiderà la nuova generazione di prodotti nel campo della tecnologia mobile"

Guardatevi anche il filmato di presentazione. Da non crederci!
Mi sono anche emozionato all'idea di usare quelle idee, sopratutto nella scena finale.
Sarà per colpa della mia forte componente femminile.



LG-GD910.
Intanto anche la LG ci fa sognare, con un certo anticipo, il futuro.
Già un anno fa era presente sul mercato (ma io l'ho scoperto solo ora!) con un prodotto chiamato LG ROLEX.


E' invece di questi primi giorni del 2009 la notizia di un nuovo modello.
"LG ha annunciato che presenterà nel corso del prossimo CES un telefono cellulare 3G da polso. L'Europa sarà il primo continente nel quale verrà venduto il così battezzato LG-GD910.
La superficie dell'orologio-cellulare è totalmente ad appannaggio di un display touchscreen da 1.4 pollici. La maggior parte delle funzioni posso essere attivate con la pressione delle dita sullo schermo ma sono anche presenti alcuni pulsanti sulla parte laterale del dispositivo. Per venire incontro a tutti coloro che sono refrattari al dover controllare un telefono di dimensioni così ridotte, LG ha implementato un sistema di riconoscimento vocale che consente l'utilizzo a mani libere. Un sintetizzatore vocale permette inoltre di non dover nemmeno guardare lo schermo, caratteristica di fondamentale importanza quando si è alla guida dell'auto.
Il telefono
supporta il protocollo di trasmissione dati HSDPA, che permette di raggiungere la ragguardevole velocità di 7.2 Mbps. L'innovativo prodotto consente anche di effettuare e ricevere videochiamate sfruttando la piccola camera posizionata in un angolo dell'orologio-cellulare. Non manca il chip di connessione Bluetooth ed un minuscolo altoparlante che rende agevoli le conversazioni in viva voce e l'ascolto degli mp3 riprodotti dal player integrato.
Caratteristica interessante del dispositivo è quella di essere resistente all'acqua. Il nuovo telefono LG sarà quindi particolarmente gradito da tutti coloro che si trovano spesso in ambienti "umidi" (lo stesso lavaggio delle mani potrebbe altrimenti rivelarsi problematico) ma devono comunque essere raggiungibili. Non si conoscono ancora le date di lancio del prodotto, che verranno probabilmente rivelate durante il prossimo CES, in occasione della presentazione ufficiale".

2009 l'anno circolare

Auguri!
a tutti tranne al cane dei miei vicini.

martedì 23 dicembre 2008

bònnatale

Bònnatale a me. Alla mia famiglia e ad altre alcune persone che dico io.
Allàrtri un po' di pace e serenità d'animo.
Adàrtri ancora nun j'auguro gniente, tanto (secondo loro) cianno già tutto.

[Epolis - 23.12.2008 - Lettere dei lettori]
Udite udite: volevo farmi qualche giorno di vacanza insieme con la mia famiglia in qualsiasi centro montano, ma purtroppo non sono riuscito a trovare una camera per 3 persone e allora mi dico: proviamo con una piccola crocerina più o meno abbordabile, ma anche lì tutto esaurito. Ma mi chiedo: non siamo in crisi? Non siamo in recessione? O no...




Ar cane dei miei vicini j'auguro che un fischiabbotto a capodanno je se pianti su per il culo.

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domenica 21 dicembre 2008

N.C.I.S. ::: chiusura quinta stagione

Un finale molto severo.
Molto reale.
Mai affezionarsi agli eroi. Anche in tv, dove la vita reale non arriva, adesso gli sceneggiatori raccontano al pubblico che non si può essere essere sicuri neanche nei propri sogni.

Nenache se prendiamo la pillola blu. O rossa.
Ormai la realtà è dappertutto, ma non la nostra: la loro!

NCIS: Non Ci Inventiamo Scuse

giovedì 18 dicembre 2008

RINGRAZIAMENTI

Lavoro in casa, ma non faccio la battona.
Faccio tutt’altro, nel più assoluto silenzio (quando ci riesco) oppure con la musica a palla (forzatamente) quando non posso farne a meno.
Ma le mie preferenze volumetriche non sono dettate dalle mode, dagli istinti o le lamentele dei vicini. Hanno un criterio più sofisticato. Ora, per esempio, mentre scrivo, godo con un bellissimo pezzo rock nelle orecchie mentre fuori fa freddo. E' un paio di settimane che è tornato il freddo, la pioggia, i lampi e il cane dei miei vicini di palazzo ha ricominciato ad abbaiare.
Non lo fa sempre. Lo fa solo quando fa freddo, quando piove, quando fa caldo, quando tira vento, quando i passeri cinguettano, quando una moka fa il rumore del caffè che esce, quando qualcuno passa sotto il suo balcone, quando una finestra si apre, quando un gatto miagola, quando una nuvola fa ombra, quando il mondo gira oppure quando. Ogni quando è un buon motivo per abbaiare. Con rabbia. Con insistenza. Con forza.
Per questo motivo sono costretto a tenere la radio accesa quasi tutto il giorno.

Il motivo per cui sono qui a scrivere queste righe, fondamentalmente, sta nella riscoperta. Era da settembre che questo maledetto quadrupede nero isterico si era zittito. Dopo tre anni!
Il motivo di tanto silenzio non lo conosco, ma ora che è tornato dal suo viaggio all'inferno, io sto riscoprendo la musica.
La stazione che mi tiene compagnia è VirginRadio.

Mi sgorga spontaneo dal profondo del cuore un ringraziamento sentito.

Ringrazio i miei vicini di palazzo che tengono il loro cane sul balcone da cinque anni.
Era il dicembre del 2002 quando presi possesso di questa casa. Da allora è stato un crescendo. Da pochi guaiti sparsi nella giornata ad un insistente abbaiare quotidiano. Da allora ho cambiato lavoro due volte. Io mi sono un po' immalinconito, il cane invece credo sia impazzito.
Ormai abbaia dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio.

Evidentemente in una vita precedente era un impiegato statale.

Ringrazio il corpo dei vigili urbani di Roma, perché non hanno tempo per queste cose.
Ho provato due volte in questi anni a chiamarli. Ma non credo che abbiamo neanche aperto la pratica. Del resto, in una città come questa, la capitale d’Italia, la capitale dei fori, da quelli antichi a quelli della metropolitana, come fare a non capire che ci sono altre priorità?

Una su tutte?
Avete presente il traffico di Roma? Caotico e disordinato? In realtà è un allegro e festoso esodo di massa da qualunque luogo verso qualunque altro luogo ad ogni ora del giorno. Poi arrivano loro, i pizzardoni, con il loro carico di preoccupazioni e messaggini a cui rispondere e la città si paralizza.
Ma quelli che restano alla centrale a rispondere alle chiamate, sanno il fatto loro e smistano le priorità.

Ringrazio quindi tutta la città di Roma che crea quotidianamente priorità.
Non c’è tempo per me e per quel cazzone di cane rinchiuso in balcone.
Non c’è tempo per capire chi siano i proprietari del suddetto animale e prendere i provvedimenti del caso.

Ringrazio le leggi e gli usi comunitari nei confronti della cosiddetta privacy (riservatezza, in italiano) che mi impediscono di andare a leggere il nome sul citofono per sputtanarli pubblicamente. Alla fine dalla parte del torto ci passerei io, ironia della sorte!
L’unica cosa che posso fare è leggere il cognome sul citofono e sporgere regolare denuncia.
Ma si può denunciare un cane?

Se io mi mettessi sul balcone a strillare a tutta la gente che passa “Ehi tu, cosa fai?” e magari continuare a farlo anche dopo che la gente è passata oltre, sparita all’orizzonte, svanita dietro l’angolo, dite che qualcuno dei miei vicini verrebbe a dirmi qualcosa?
O sporgerebbero regolare denuncia a mia madre, per incuria e maltrattamenti?

Probabilmente si, perché mia madre no ha la faccia come quella dei miei vicini di palazzo.
Toh, che buffo: palazzo fa rima con teste di cazzo!

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Pochi minuti di delizia canina a vostra disposizione.
Se riuscite a guardare tutto il filmato (appena 4 minuti)
dovreste riguardarlo 60 volte consecutive per entrare
nella mia media quotidiana...

giovedì 4 dicembre 2008

La colpa è mia

L'allarme
Il ministro dell'Economia avverte:
«Attenzione a non aumentare il debito. E' il terzo al mondo»
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L'Italia ridotta sul lastrico.
Con il rischio che i titoli di Stato si trasformino in carta straccia.
Per ora sono solo timori, prontamente smentiti dal governo.
Ma l'allarme sul deficit record in dote al nostro Paese è una preoccupazione non di poco conto.
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L'allarme bancarotta dello Stato può avere pesanti ripercussioni sulla fiducia che invece il governo dovrebbe trasmettere al paese e ai mercati internazionali».

Non si preoccupino, lor signori, la sfiducia se la sono guadagnata già da tempo.
Ma la maturazione di questa grave situazione che si sta perpretando da diverso tempo, è solo colpa mia. Cosa ho fatto io per fermare tutto questo?
Ho forse impiegato ogni minuto del mio tempo libero per andare a chiedere rendiconto a qualcuno? Mi sono forse imposto quando la mia banca si è dimostra differente?

La colpa è solo mia. E di tutti quelli come me, mortacci nostra!

Quando il Natale arriva...

Il Papa: aiutate i deboli. «Uno degli obiettivi primari degli istituti bancari e di credito» deve essere «la solidarietà nei confronti delle fasce più deboli».
[EPOLIS ROma - 4 dic 2008]

La cosa mi sembra interessante.
Sposterò il mio mutuo in un istituto del Vaticano.

domenica 23 novembre 2008

le verità dell'ovvio [P2P]

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive, abusi sessuali abusivi;
tanta voglia di ricominciare abusiva.
Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate. E il visagista delle dive e' truccatissimo.

Chi di voi ha mai attraversato la città con un videoregistratore dentro lo zaino, per andare a casa dell'amico che aveva l'altro videoregistratore?
L'illegalità e il danno che ne deriva alle industrie ha molte facce. Si parla tanto del PeerToPeer e si punta il dito contro quelli che hanno l'hard disk pieno di materiale digitale preso in prestito dalla rete. Ma poi le nostre strade sono piene di venditori abusivi di materiale abusivo.
E il visagista delle dive è truccatissimo...
Vabbè.
Non sono mai riuscito bene ad esprimere il mio sentimento nei confronti del P2P, ma per quanto credo giusto redarguire chi ne abusa o ne fa spudorato commercio, la ragione del popolo si trova dall'altra parte. Non nell'illegalità, ma nella semplice continuazione di una sana necessità di esprimere amore anche attraverso l'uso della tecnologia. Che cambierà nel tempo, ancora e ancora e ancora. Restando però immutato il nostro sentimento.
Non c'è disonestà nel nostro agire. C'è solo l'opportunità che viene data, quotidianamente, a tutti.
Io stesso in qualche modo mi sono ingarbugliato la mente ed i pensieri in merito a quest'argomento. Ma alla fine la serenità l'ho ritrovata tra le parole di questa confessione online.
"Scarico, da sempre, sempre. Dagli anni 70, quando scaricavo ore di musica dalla radio su tantissime cassette numerate e ben catalogate. Ho scaricato intere discografie al Liceo, da compagni di scuola che mettevano a disposizione chi Branduardi, chi De Andrè. Tutto finiva su cassetta, ma le cose importanti anche su bobine di un mitico Revox. Migliore qualità, se possibile, anche allora.Ho scaricato centinaia di film dalla Televisione, soprattutto quando le cose migliori le trasmettono ad ore impossibili ed il videoregistratore diventò per chi ama il cinema uno strumento indispensabile per crearsi un piccolo archivio di chicche da rivedere con gli amici o in solitaria passione notturna.
Poi le tecnologie sono cambiate, e la radio ho cominciato a scaricarla nel computer, su file da masterizzare e conservare. Anche i vecchi vinili sono finiti riscaricati su CD, per far spazio e per garantirne un ascolto anche quando i giradischi non si troveranno più.
Scarico, e scaricherò, ed ho sempre continuato a comprare dischi, cd, film e ad andare al cinema e a concerti, perché mai dovrei sostituire un piacere con un altro se posso averli entrambi? Non mi sono mai sentito un ladro, ho letto tanti interventi su questo ed altri siti, ho visto centinaia di spot come tutti, anche se trovo demenziale il fatto che gli avvisi anti-pirateria li facciano al cinema e sui dvd originali, e li vedo quindi soltanto quando compro e pago, ma non ci sono mica sulle versioni piratate dei film. Ovviamente.
Le tecnologie son cambiate di nuovo, e oggi basta entrare in un grande centro commerciale per capire che c'è banda per tutti (o quasi), hard disk multimediali da collegare alla TV, e infiniti supporti mobili e non per gestire musica, e film. MP3 non è certo sinonimo di pirateria, ma se le statistiche parlano chiaro sui milioni di iPod e simili nelle tasche di milioni di appassionati non ci sono certo soltanto i brani acquistati on line.
Ora, come allora, scarico per me solo, senza guadagnare nulla e senza per questo modificare il solito, piccolo budget nella mia spesa mensile dedicata al divertimento e agli hobby. Una piccola parte di un modesto stipendio da operaio imbollinato a mille euro al mese.

Non sono un economista, ma cerco di spiegarmi: ho sempre speso il 10 per cento del mio stipendio per cinema, dischi, e svago in generale. Sia quando guadagnavo un milione al mese, che quando ne guadagnavo di più. Da minorenne non era proprio un decimo della paghetta ad essere sacrificato ma molto di più, ma si sa da giovani si fa qualche eccezione. In ogni caso la spesa era quella, prefissata, con un limite.
In casa, nel frattempo, scaricavo dal 1975 in poi, nei modi appena descritti. Oggi ho la parete dei VHS, quella dei CD, un po di vinili non ancora riversati, e tanti hard disk con musica e film collegati allo stereo e al televisore. Per me solo, privato piacere.
In che modo avrei danneggiato l'industria del disco, e del cinema, se comunque più di quel 10% non ho mai voluto e potuto spendere? Come si fa a calcolare un mancato guadagno? Se dovessi pagare tutti i film che vedo (o che registro, o che scarico da chi li registra, che differenza fa?) avrei bisogno di ben altri stipendi, ma il mio lo faccio pagando già equo compenso sui supporti, canone televisivo, maggiorazioni su tutti gli strumenti di masterizzazione e registrazione.

A volte penso all'Industria e so che l'Amo, perchè sforna capolavori e anche altre cose meno gustose ma sempre godibili. L'amo perchè la sostengo in tanti modi, l'amo perchè catalogo e curo i suoi prodotti e me lo godo, e li compro quando meritano.
Ma se io l'amo tanto, perchè l'Industria è sempre così arrabbiata con me?
Più di tanto non posso dargli, ma il mio amore è sincero.
Facciamo pace, perchè al mio archivio non voglio rinunciare e siamo troppo adulti entrambi per scene pietose come la restituzione dei regali dopo una litigata.
Ricominciamo il rapporto in un modo nuovo se vuoi, ma nel frattempo non trattarmi come un malandrino: esisti anche grazie a me, e se io sparisco tu sparisci.
E questo non è bello per nessuno dei due, tesoro.

Anonimo scaricatore"
Trovo che ci sia della poesia in tutto questo.
In particolare per tuti quelli che sanno cosa voglia dire Nastro Chrome o VHS.
E dell'immensa verità!
Così ovvia che quasi quasi mi sfuggiva.

martedì 18 novembre 2008

chiuso alle chiusure!

Si dice in giro che il governo, non Berlusconi, voglia far passare una legge per chiudere i blog.
Io non ci sento, da quel lato.
Sono chiuso alle chiusure!
Ci sarebbe da approfondire la questione, e lo si può fare, ma non qui e non ora.
Tanto le cose come stanno lo sappiamo tutti.
Forse non tutti sanno come potrebbe essere e quelli sicuramente saranno gli ultimi ad accorgersene. Per noi che preventivamente stiamo cercando di fare qualcosa, magari anche solo attirando l'attenzione, la speranza è l'ultima a morire e la prima a ritrovarsi nell'altro mondo.
Cioè, una volta passata la bufera cosa resterà?
La speranza, appunto.
Quand'ero piccolo mi chiedevo sempre cosa significasse essere Rumeno e vivere sotto dittatura. Quando sono diventato grande mi sono cominciato a chiedere perchè una volta finita la dittatura le cose non sembrassero diverse, dal momento che continuavano a scappare tutti. Ora che sono oggi, mi rispondo domandomi se non è il caso di approfittare della massiccia presenza di esponenti di quel popolo per prendere lezioni di sopravvivenza.

E io che da piccolo volevo fare lo scrittore!
Se mi chiudete il Blog cosa farò da grande?
Il bamboccione?
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Governo mio, governo nostro
ti guardo in faccia mentre mi gridi
che con le mie parole per te sono un mostro
mentre con le tue, tu, mi uccidi.

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come diceva Elio "Free Nelson Mandela, Free Blogger, ma sopratutto Free a mio Cuggino!"

Nel caso, se si dovesse davvero chiudere, non cederò il mio posto ad un bingo!
Piuttosto ci metto una rosticceria araba.

sabato 8 novembre 2008

problemi di comunicazione

Nessuno, che lavori nel settore della comunicazione, sa con esattezza cosa possa accadere in un determinato giorno dell'anno, avendo preparato per un'azienda un comunicato e affittato per la stessa uno spazio dove esporre quel concetto.
Nessuno.

Così oggi è nata questa bellissima sovrapposizione di comunicazioni a proposito di comunicazione. E l'oggetto di entrambi i comunicati era un oggetto per comunicare.
Bellissimo!!

Va premesso che ero sull'autobus e quindi tenevo il giornale piegato a metà.
A pag 166 mi cade l'occhio sull'articolo in alto della pagina sinistra: LO ZUCCHERO E LA MUCCA PAZZA. Così mi soffermo su questa pagina.
E arrivo a leggere l'articolo sui cellulari CELLULARE A TEMPO DETERMINATO che comincia così: "L'uso del cellulare è legato all'insorgenza di tumori al cervello. Lo hanno ricordato in un'audizione al congresso USA alcuni ricercatori statunitensi, sottolinenado la necessità di adottare standard più rigorosi sull'emissione di onde elettromagnetiche da parte dei telefoni."
Proprio accanto a queste parole, a destra, la pagina è dedicata alla SAMSUNG e a TIM
che insieme sostengono la ricerca contro i tumori al seno.

Un po' come farsi dare un calcio agli stinchi per non sentire dolore da altre parti.

le verità dell'ovvio [la diversità]

L'illusione dell'anarchico

"VOI
siete gocce nel mare. Siamo cresciuti con dei concetti imposti dagli altri. Ci hanno messo in testa queste parole per indicarci, tra un'esperienza e l'altra, che le nostre azioni non sono così conclusive. E poi, in un modo o nell'altro, hanno tentato di confonderci. Siamo cresciuti consapevoli che dovevamo scegliere da che parte stare. Vuoi più bene a mamma o a papà? Sei della Roma o della Lazio? Sei ricco o sei povero? Sei buono o sei cattivo? Sei bianco o sei abbronzato? Le sfumature di grigio non erano contemplate. I grigi erano quelli "strani".
E allora ecco la mia scelta: sono una goccia nel lago."

Che bello che è in quel momento il giovane anarchico.
Goccia di lago così semplice, giustamente pesante, ma pura nella sua incontaminata essenza.
Poi l'acqua del lago si riversa in un fiume che finisce in mare.