Io sono romano. Anzi, io so' romano. E so' orgojoso de esselo. Drento de me scorre impetuoso il sacro sangue trasteverino. Il fiume che vide nasce Roma e che oggi passa in mezzo a 'na metropoli immensa. Disordinata. Caotica.
Ma numme scordo da dove provengo. I romani se so' ammischiati co' tutti li popoli ch'anno incontrato, senza fermasse.
I romani, s'allargano ma nun se fermano.
E così so'arrivati ai margini der mondo, ai confini della loro realtà.
E come eredità c'hanno lasciato er senso de quella evoluzione: m'allargo ma non me fermo, a costo de sfiorà i confini della realtà.
Er romano de oggi che cammina sulle strisce pedonali, lo sa benissimo, jelo dicon li geni de'i suoi avi: er romano che te viè incontro, s'allarga ma nun se ferma. Lo sa bene er romano de oggi al volante de'la macchina sua, moderno carro da guerra e non semplice mezzo di trasporto, supero i confini della realtà, del buon senso, della ragione, ma nummefermo!
E la corsia opposta diventa il territorio da conquistare e chi ci abita resta il barbaro popolo da sconfiggere.
Lo sa bene il moderno romano che percorre la sua corsia senza fretta. E' la sua corsia e lui ce po' ffà quello che je pare.
Il bello de esse romani moderni è che un po' sei il conquistatore, l'invasore, l'eroe e un po' sei il barbaro abitante di luoghi a lui non più riservati, cche deve piegarsi alla ferocia dell'invasore.
E in mezzo, l'uomo comune. Il momentaneo coniglio immobile, affascinato dall'assistere all'evento imponderabile, estasiato dal partecipare involontariamente allo scavalcare i limiti dell'impossibile in quei pochi attimi che restano alla sua vita.
E poi, il miracolo. Divino o no,ma miracolo.
L'invasore scansa l'uomo ed evita per un pelo il barbaro. Ma tutti, simultaneamente e per merito dell'evento, diventano indivisibilmente “A stronzo!” in un coro così sincrono che gli angeli per un attimo smettono di fare le loro faccende.
E' da qui che è partita la civiltà romana: tutti i popoli, indistintamente, sotto l'egida del vessillo del senato, diventavano indissolubilmente romani.
O stronzi.
Ma io sono fiero di essere cittadino di questa grande metropoli, per la grande fortuna che ho avuto di nascere in un luogo dove piove poco, fa quasi sempre una temperatura mite e d'estate sono vicino al mare.
Peccato che ovunque sia pieno di romani.
Siamo nella merda
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16 anni fa
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