Le donne e gli uomini divisi per colonnne, pesi ed età.Scatta martedì 23 settembre l'obbligo
di esporre le tabelle sui tassi alcolemici
e sugli effetti dell'alcool, nelle discoteche
ed in tutti i locali dove si svolgono forme
di intrattenimento congiuntamente alla vendita
e somministrazione di bevande alcoliche.
Perplessa la Confesercenti, che ritiene le tabelle
di difficile comprensione per la clientela.
Da domani ogni sorso sarà spuntato su un foglio per non dimenticare.
Da domani gli automobilisti ubriachi rischiano la galera.
Quelli che parlano al cellulare la sospensione della patente.
Quelli che leggono il giornale una tiratina d'orecchi.
Quelli che guardano il culo alle belle donne una severa occhiata di rimprovero.
Attraversare le strisce pedonali sarà un gioco da ragazzi e attraversare l'europa in tir non sarà più un sacrificio.
Questi bei ragazzoni polameni o rumacchi, non potendo più bere al bar, sarnno sempre svegli e attenti e felici.
Questi bei giovani, amanti della discoteca, si faranno sbomballare il basso ventre dalla musica perpetua, tutta la notte. Sobri. E così dovrebbe succedere: magari si accorgono finalmente di cosa hanno ascoltato fino ad allora.
Ma anatema su quei baristi che danno da bere agli esseri umani, automobilisti, per giunta, più di due bicchieri per volta di qualunque alcolico che si possa mischiare con le droghe assunte, che sballano fino al sonno chiunque stia sette ore consecutive a ballare.
Eppure, pensateci: migliaia di ragazzi a ballare per tutta l'Italia, e solo settotto muiono ogni fine settimana. Tranne quelli che guidano. Chi è al volante, che di solito è ubriaco. O fatto. O stanco. O figlio ignoto.
Poi però, ogni giorno della settimana lavorativa, qualcuno mentre parla al cellulare o solamente guida un po' troppo baldanzoso, mette sotto qualcun'altro. E a fine settimana sono decine le vittime.
Eppure non erano ubriachi. O fatti. O figli ignoti. Erano semplicemente automobilisti.
Erano e sono solamente uomini. Esseri umani. Perchè alla guida ci sono pure le donne. Anche loro esseri umani. Quindi tutti, indistintamente, sono colpevoli.
E allora chi multiamo? A chi diamo la colpa?
Per me che abito a Roma e che Roma la guido, lo saprei io a chi dare la colpa.
Ma non lo dico per non sviare il discorso. Qui si parla di provvedimenti.
E certamente ho odiato quell'uomo, così come molti odiano le istituzioni.
E ho combattuto quell'uomo, così come molti pensano che opporsi alla legge sia la cosa più caparbia da fare. Dimostrare la nostra ragione, il nostro stile. Le nostre idee.
E io ho odiato e contestato quelle di quell'uomo, che cercava di dirigere la mia mente in una direzione che non capivo.
Così come molti, ancora oggi, non capiscono perchè devono mettersi la cintura di sicurezza in automobile o il casco andando in moto.
Diciamo che crescendo, vivendo, imparando ho capito meglio certe sfumature.
Così sono felice che qualcuno sia un po' severo, ogni tanto. Ben sapendo che tanto solo il tre per cento capirà i motivi ed i vantaggi nell'intraprendere quei suggerimenti.
L'altro novantasette , da domani, guidando automobili dalle grosse cilindrate, comode, calde, silenziose, accoglienti, confortevoli e sicure potrebbero essere coscenti che la galera, la privazione della propria auto e la sostanziosa multa non portano vantaggi sociali.
Figuriamoci schiantarsi con gli amici.
O con un camion insieme al suo rimorchio.
Da domani. Qualunque sia l'oggi.
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